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Kierkegaard: le possibilità e le scelte dell'esistenza


Søren Kierkegaard è nato a Copenaghen il 5 maggio 1813 ed è morto nella sua città natale l' 11 novembre 1855. Egli è stato un filosofo, teologo e scrittore danese, il cui pensiero è da alcuni studiosi considerato punto di avvio dell'esistenzialismo.
Kierkegaard affronta il tema della scelta come decisione tra alternative opposte e inconciliabili che comporta un'assunzione di responsabilità.  

Il filosofo individua tre stadi ( o fasi) che rappresentano l'esistenza dell'uomo nel mondo: lo stadio estetico, etico e religioso
Essi costituiscono delle alternative inconciliabili, i termini di un'opposizione assoluta e radicale. Una delle opere più importanti del filosofo, '' Aut-Aut '', designa la scelta obbligata tra due opzioni. L'opera è divisa in due parti, una rappresenta la vita estetica, l'altra la vita etica

I tre stadi ( o fasi) dell'esistenza invidiati da Kierkegaard: 

  1. la vita estetica: è vissuta nell'istante e nella continua ricerca del piacere (Don Giovanni e Johannes); implica la dispersione del soggetto e conduce alla noia e alla disperazione.
  2. la vita etica: è caratterizzata dalla scelta e dalla responsabilità (il marito); comporta la sottomissione alle regole della famiglia e della società e conduce alla percezione della propria inadeguatezza morale e al pentimento.
  3. la vita religiosa: implica il salto della fede che è "paradosso e scandaloso" per la religione umana (Abramo); comporta un rapporto esclusivo tra l'individuo e Dio. 

La vita estetica è di colui che vive l'attimo cercando di assaporano eia piace della vita, come Johannes, il protagonista del ''Diario di un seduttore'' ed emblema della seduzione intellettuale, e Don Giovanni, l'eroe mozartiano simbolo del seduttore sensuale. L'unico difetto della vita estetica è la noia, che rende l'esteta consapevole della propria i sufficienza,  miseria e dei propri limiti, gettandolo nella disperazione più nera. 
L'alternativa potrebbe essere la vita etica, impersonata dal marito, in quanto l'uomo sceglie la stabilità, il sacrificio, accetta le strutture della società, la famiglia e trae soddisfazione dalla fatica del lavoro e si accomuna con altri uomini. La noia, però, può essere presente anche in questa vita e creerebbe un senso di insoddisfazione e anche il rischio della sua degenerazione nel conformismo. 
Nell'opera ''Timore, Tremore'', il filosofo danese si concentra sulla figura di Abramo e sulla vita religiosa, la quale si concentra principalmente sulla fede
Il filosofo afferma che l'uomo è ex-sistenza, ovvero può trascendere la propria condizione e proiettarsi nel futuro ed è progettualità e possibilità; pertanto prova angoscia, intesa come puro sentimento della possibilità e prova disperazione ( = la malattia mortale), intesa come lacerazione tra infinito e finito. Per Kierkegaard l'unico rimedio alla disperazione è la fede


Ritratto di Søren Kierkegaard




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