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L'idealismo tedesco

L'idealismo tenta di superare le contraddizioni rimaste insolute nel sistema kantiano, il quale aveva considerato il conoscere come ''attività'' e mai anche come ''passività''.
Questa corrente filosofica è strettamente collegato al contesto storico del Romanticismo, in quanto entrambi nati in Germania e nello stesso periodo. Nonostante siano collegati, non sono la stessa cosa: infatti l'idealismo è una corrente di pensiero nell'ambito filosofico, mentre il Romanticismo è un movimento sia letterario che artistico, sul quale si diffonde anche in Inghilterra, Francia, Italia e Spagna. Una caratteristica in comune è sicuramente il superamento della ragione illuministica e l'affermazione di una visione del mondo che esalta il sentimento, l'arte e la tradizione.

 La nostalgia dell'infinito

L'aspirazione all'infinito rappresenta uno scopo in comune tra l'idealismo e il Romanticismo, la quale aspirazione nasce da un senso di inquietudine e un profondo bisogno dell'assoluto. Difatti il raggiungimento di tale meta riesce ad alleviare il senso di nostalgia per le proprie origini divine. Infatti l'uomo romantico è in continuo stato di frustrazione e con un senso di carenza. 
Il poeta Friedrich Holderich sostenne che gli dei sono fuggiti dal mondo perché attraverso la scienza e la ragione l'uomo si è allontanato dagli ideali religiosi. Da ciò ne è derivato il nichilismo, ovvero il vuoto dei valori tradizionali, a cui i romantici si ribellano perché considerano il tempo come il tempo del desiderio e della speranza nell'assoluto. 
l'arte vine considerata dai romantici come la forma espressiva più matura e compiuta a cui l'uomo possa affidarsi. Nell'opera kantiana la ''critica del giudizio'', viene ricondotto il sentimento, il quale consente di cogliere l'intima essenza del mondo, la quale fugge dalla ragione scientifica. Frutto di tale sentimento è l'attività estetica, la quale è considerata come via di accesso alla verità e dunque la forma più alta della filosofia.


''Viandante sul mare di nebbia'',
Caspar David Friedrich


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