Marx e la sua prospettiva rivoluzionaria
Karl Marx nasce a Treviri, in Prussia, nel 1818 e i suoi studi si incentrano sulla giurisprudenza e sulla filosofia.
Il filosofo scrive numerose opere da cui traspare la sua ideologia e le sue critiche.
Ne ''L' ideologia tedesca'' prende le distanze da Hegel, del quale apprezza l'idea che la storia sia frutto di un processo dialettico e rifiuta la riduzione del reale all'ideale e la visione tratta.
Nelle ''Tesi su Feuerbach'' prende le distanze da Feuerbach, del quale apprezza tuttavia l'attenzione rivolta all'uomo come essere sensibile e concerto.
Ne ''La miseria della filosofia'' critica la posizione dei socialisti francesi, la quale è borghese ed utopistica, al contrario del socialismo scientifico fondato sull'analisi della realtà economica e orientato ad una sua trasformazione radicale.
Nel ''Manifesto del partito comunista'' esplicita l'obiettivo comunista, cioè abbattere il dominio della borghesia per affermare una società senza classi.
Alienazione e materialismo storico
Marx afferma che esistono quattro tipi di alienazione dell'operaio:
- rispetto al prodotto del suo lavoro;
- rispetto alla sua attività;
- rispetto alla propria essenza;
- rispetto ai suoi limiti.
Per superare questi tipi di alienazione bisogna abbattere la società borghese e le sue istituzioni e realizzare la nuova società comunista, in cui è eliminata la proprietà privata ed è soppressa la divisioni in classi.
Il filosofo teorizza anche il materialismo storico, secondo cui vi è una base materiale che rapprese ta il motore della storia, cioè la struttura da cui deriva la sovrastruttura, ovvero l'insieme delle produzioni culturali.
La struttura è composta da modi di produzione:
- le forze produttive: espressione di una classe in ascesa;
- i rapporti di produzione: espressione degli interessi della classe dominante.
Tra le due classi si genera un divario e nasce un conflitto di classe.
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| Karl Marx |

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